Nuove collaborazioni, progettazione condivisa, sviluppo locale e attenzione ai bisogni emergenti: sono alcuni dei temi sui quali si concentra Rosario Musmeci, responsabile della Commissione Ambiente della Uisp. Musmeci, parlando delle prospettive dell’associazione, si concentra perlopiù sulle opportunità legate anche alla tessera Terzo Settore, pensata per le APS.
«Con la tessera Terzo Settore, l’Associazione rende esplicita la volontà di promuovere un ambiente di programmazione e progettazione condivisa che permetta di promuovere processi di sviluppo locale e rigenerazione di territori marginali, arricchire ulteriormente le proposte associative con nuovi servizi, incentivare attività di contrasto alla povertà educativa e di educazione alla pace e alla responsabilità, in rete con il sistema scolastico, degli Enti Locali e di altre importanti espressioni del Terzo Settore con cui si stanno condividendo importanti esperienze, penso in Sardegna al CSV».
Per Musmeci, l'ingresso in questi nuovi scenari può rappresentare un'occasione per mettere in relazione esperienze e territori differenti.
«La nostra Associazione è certamente un luogo autorevole, ricco di relazioni positive con il sistema istituzionale e degli Enti Locali, radicato e diffuso su tutto il territorio nazionale, che permette di mettere in relazione esperienze e territori, sperimentando attività e nuovi modelli di servizio».
Tra le possibilità, individua anche quelle legate al turismo sportivo e alla valorizzazione delle peculiarità locali.
«Penso, ad esempio, alle tante opportunità offerte dal turismo sportivo coniugato con modelli di accoglienza in grado di valorizzare le peculiarità di ciascun territorio. In questo campo, l’esperienza del Festival del turismo itinerante e delle attività ludiche e sportive all’aria aperta, curato dall’Associazione di Promozione Sociale affiliata Camperisti Torres, giunto alla settima edizione, rappresenta certamente un’esperienza replicabile e in grado di arricchire le proposte di accoglienza e ri-scoperta dei territori, delle loro economie, del patrimonio culturale, enogastronomico e identitario di ciascuno».
L'obiettivo, come dice, non sarebbe dunque soltanto quello di ampliare il numero degli associati: «Non si tratta quindi di ampliare semplicemente la base associativa, ma di aprire nuove strade di impegno e di responsabilità condivisa. Da queste esperienze possono germogliare ed organizzarsi nuovi settori di attività e servizi; penso, ad esempio, alla domanda crescente di servizi innovativi e di relazione di qualità, anche in considerazione della “transizione demografica” in corso».
Ed è proprio su questo terreno che, secondo lui, sarà necessario concentrare energie nel prossimo futuro.
«Credo che su questo terreno il prossimo anno bisognerà concentrare tante energie e promuovere gruppi di lavoro dedicati e reti a carattere sia territoriale sia nazionale».
Un altro elemento centrale è quello delle relazioni tra le numerose realtà associative presenti nell'Isola: «È assolutamente fondamentale, è la nostra storia», sottolinea poi, parlando della necessità di mettere in in relazione associazioni, società sportive e volontari.
«Anzitutto dobbiamo rafforzare e rendere sempre più stabili le collaborazioni e le reti esistenti in tutti i territori e, nel contempo, cogliere tutti i fermenti e i bisogni emergenti e accogliere le voci che li rappresentano».
Un lavoro che, aggiunge, dovrebbe passare anche dalla valorizzazione delle esperienze dell'associazionismo di base.
«Nello stesso tempo valorizzare e rappresentare in modo unitario le esperienze dell’associazionismo di base attraverso la costituzione dei Forum territoriali del Terzo Settore».
In questa prospettiva, amplia il ragionamento al ruolo stesso dell'Uisp e ai valori che ne definiscono l'identità: «L’Uisp non è unicamente un Ente di Promozione sportiva tra i più radicati e diffusi su tutto il territorio nazionale. La nostra Associazione ha piena coscienza di appartenere a una unica Comunità di destino, per citare Edgar Morin, sperimenta nella quotidianità che è indispensabile imparare ad abitare e operare nella complessità e comprende che i singoli destini di ciascun individuo e di ciascun popolo sono tra loro intrecciati, che la sicurezza degli uni dipende dalla sicurezza degli altri».
Da qui, deriva anche una precisa scelta valoriale.
«Alla luce di questa consapevolezza appare chiara e immediatamente comprensibile la scelta di campo che identifica quanti decidono consapevolmente di aderire all’Uisp, che così si autodefinisce, nel suo Statuto, articolo 2 – Identità associativa, antifascista e antirazzista, che si ispira ai principi della Costituzione italiana, contraria ad ogni forma di discriminazione».
Un'identità che, conclude, comprende diversi ambiti di impegno.
«Una Associazione che promuove e sostiene i valori dello sport contro ogni forma di sfruttamento, d’alienazione, contro la pratica del doping; opera per il benessere e la promozione della salute dei cittadini, per la tutela dei beni comuni e la sostenibilità ambientale, i valori di dignità umana, di non violenza e solidarietà tra le persone, di pace e intercultura tra i popoli e coopera con quanti condividono tali principi».
E proprio da questa idea di comunità arriva la domanda finale di Musmeci: «Qualcuno può ragionevolmente ritenere che tutto questo bagaglio di valori, che è anche programma di impegno quotidiano di tanti, si possa realizzare senza riconoscere e dare valore a quanti condividono, insieme a noi, oggi, questa terribile quotidianità?».